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15/04/2022

E se aprissi un parcheggio?

Cosa sapere e come muoversi nel mondo della sosta a pagamento

L’Italia è un Paese che ospita numerose autorimesse a pagamento, gestite per buona parte da piccole imprese. Si tratta di strutture d’importanza fondamentale per l’intero sistema della mobilità, soprattutto nel nostro Paese, dove l’auto viene vissuta ancora come un mezzo di trasporto privilegiato rispetto a quelli pubblici (con lo scoppio della pandemia l’uso è incrementato del +22,5%).

Non solo. Come teorizzato da Donald Shoup, docente di pianificazione urbana e ricercatore presso l’UCLA nonché uno dei più autorevoli esperti in materia a livello mondiale, i parcheggi a pagamento sono la soluzione per un controllo ottimale del traffico, purché gestiti in modo equilibrato, con tariffe intelligenti in grado di assecondare i flussi d’utenza.

Aprire un parcheggio a pagamento è dunque una scelta che va a soddisfare un bisogno costante. Richiede, tuttavia, un’amministrazione e una pianificazione attenta in molteplici aspetti: la scelta della zona, l’organizzazione degli spazi, il controllo degli accessi, la scelta dei servizi da offrire alla clientela e, ultima ma non meno importante, la cura del marketing e della comunicazione.

Step 1: L’analisi del mercato

L’apertura di un parcheggio a pagamento esige, a monte, un attento studio del mercato di riferimento (le aree di maggiore interesse strategico da presidiare, la presenza di aree di sosta gratuite, la possibilità di parcheggiare nelle strisce blu senza controllo e sanzionamento) e, naturalmente, dei potenziali competitor, in modo da individuare elementi grazie ai quali differenziarsi da loro e attrarre la clientela.

Indispensabile è inoltre elaborare, avvalendosi di un supporto professionale, un “business plan” che includa un calcolo delle spese da affrontare e un’ipotesi concreta sui possibili ricavi che l’attività potrà fruttare.

Step 2: La burocrazia

Una volta definiti obiettivi e dettagli pratici ed economici, bisognerà pensare alla burocrazia: a cominciare dalla richiesta da sottoporre al proprio Comune.

Per affrontare nel migliore dei modi questo delicato passaggio le idee devono essere ben chiare. Occorre, per esempio, stabilire se puntare su un parcheggio al coperto o allo scoperto, grande o piccolo, sotterraneo o multilivello, e, ovviamente, orientarsi su una struttura che abbia una destinazione d’uso compatibile con la realizzazione di stalli per le auto.
Il confronto con il Comune è essenziale anche per verificare se il Piano Regolatore autorizzi la realizzazione della struttura. Il Comune, infatti, inoltra la documentazione ricevuta al Prefetto, che, in circa due mesi, si pronuncia sulla presenza dei requisiti necessari per avviare l’impresa. Sempre al Comune spetta il compito di fornire le indicazioni sugli orari che il parcheggio dovrà rispettare. 

Inoltre, come impresa privata bisogna richiedere all’Agenzia delle Entrate la partita IVA, iscriversi al Registro della Camera di Commercio e, naturalmente, occuparsi dell’inquadramento, della previdenza e della copertura assicurativa destinati ai membri dello staff.

Step 3: Nel posto giusto al momento giusto

Per quanto concerne lo spazio fisico che ospiterà il parcheggio, oltre a sceglierlo in modo che risulti adeguato per capienza e caratteristiche a ospitare le auto, bisogna prestare grande attenzione all’ubicazione, determinante per il successo del business. Occorre dunque orientarsi su zone in cui la domanda sia alta, impegnandosi a profilarla.
Bisogna, infatti, stabilire se puntare su utenti abbonati o su un’alta rotazione e, al contempo, verificare le tariffe della sosta su strada oppure sincerarsi se esista la possibilità di sostare gratuitamente. Non solo. Vanno verificate le aree in cui, per esempio, sono presenti uffici, negozi, bar, ristoranti o che abbiano una particolare importanza strategica per chi viaggia.

Non è un caso che la piattaforma MyParking, per esempio, includa nel circuito di parcheggi affiliati rimesse che si trovano nei pressi di stazioni ferroviarie, porti e aeroporti: si tratta di punti di riferimento preziosi per chi si sposta, per lavoro o per piacere, e desidera raggiungere in auto il luogo dal quale partirà. Il “contro” di queste zone è la massiccia presenza di concorrenti, che però non deve rappresentare necessariamente un deterrente, ma uno stimolo a dotarsi di servizi che “facciano la differenza” e rendano la propria struttura più appetibile rispetto a quelle circostanti: non necessariamente limitandosi ad applicare politiche di prezzo aggressive, che difficilmente portano valore aggiunto all’immagine del parcheggio.

Step 4: Il rispetto della privacy

Un aspetto al quale prestare la massima attenzione possibile, nel momento in cui si decide di cimentarsi nell’avventura imprenditoriale di un parcheggio, riguarda le normative legate alla privacy degli utenti. Le regole vanno applicate sia nello spazio fisico del parcheggio sia in quello virtuale di siti e app ad esso legati.

Tutte le strutture di parcheggio, ormai, sono dotate di telecamere di controllo. Attenzione, quindi: la loro presenza va segnalata agli utenti con appositi cartelli informativi, che devono essere conformi alla norma GDPR 2019-2020, ossia il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati elaborato sulla base delle linee guida rilasciate dall'European Data Protection Board nel gennaio 2020. Tali cartelli si trovano ormai facilmente anche online, comodamente scaricabili in formato PDF e pronti all’uso.

La stessa attenzione, come accennato, si deve porre nel caso in cui si decida (ed è caldamente consigliabile!) di dotare la propria struttura di un sito web, strumento di comunicazione e vetrina multifunzionale ormai imprescindibile, o addirittura di prevedere un’app legata al parcheggio. In questo caso il consiglio è di informarsi accuratamente sul sito del Garante della Privacy o, se possibile, di rivolgersi a un consulente.

Step 5: Il parcheggio del futuro? È un hub ad alto tasso di tecnologia e servizi

Da un punto di vista amministrativo, è consigliabile dotarsi di un controllo accessi funzionale, che consenta di snellire i flussi di traffico permettendo ingressi rapidi e agevoli, assicurando tranquillità e trasparenza a livello fiscale, registrando con precisione ogni singolo accesso perché resti traccia degli ingressi e delle transazioni effettuate.

Sono numerosissime e diverse, oggi, le soluzioni disponibili, che si possono basare su biglietti dotati di codici a barre, QR code, lettura delle targhe: questi ultimi prevedono, per esempio, la stampa della targa in ingresso sul ticket di ritiro. I modelli più sofisticati, nel caso di utenti abbonati, decodificano più di una targa e riescono persino a identificare marca, modello, colore e sagoma dei veicoli in transito.

Importante prevedere la possibilità di rendere il riconoscimento degli utenti più smart. Già oggi la necessità di organizzare un viaggio con l’auto è sempre più sentita. Quindi i diversi utenti indirizzati dal web, dalle agenzie viaggi, raggruppati per associazioni o imprese possono essere profilati e riconosciuti al momento dell’ingresso in parcheggio, godendo di tariffe e servizi “personalizzati”.

Per essere competitivi, inoltre, bisogna tenere a mente che oggi un parcheggio non può essere considerato e vissuto solo come un luogo in cui, banalmente, lasciare l’auto. Nella sua versione “smart” e al passo con i tempi è, a tutti gli effetti, un hub in cui offrire alla clientela un ventaglio di servizi: dal car valet alla navetta (per i parcheggi situati, ad esempio, nei pressi degli aeroporti o delle stazioni ferroviarie e portuali), alla possibilità di lavare i veicoli o di provvedere alla revisione, quando necessaria, al noleggio di mezzi a due ruote e, ancora, alle colonnine di ricarica per e-car, da proporre in partnership con fornitori di energia elettrica. Mettere a disposizione quest’ultima opportunità, oggi più che mai, può  rivelarsi una scelta strategica.

Step 6: La comunicazione, un filo diretto con gli utenti

Da non trascurare, infine, la cura meticolosa di marketing e comunicazione: disporre di un sito web chiaro ed efficace, presidiare i giusti canali social per un contatto immediato con utenti e partner, lavorare su operazioni di promozione e fidelizzazione sono azioni che richiedono esperienza e costanza e che “pagano” per intercettare la clientela in modo mirato ed efficace.
Se un cliente cerca un contatto per richiedere informazioni, è buona norma presidiare costantemente il telefono o la casella e-mail. Altrimenti, anche nel caso in cui la struttura sia gestita con impeccabile professionalità, è molto alto il rischio di deludere le aspettative della clientela.

La scelta di affiliarsi a un circuito come MyParking può essere un’ottima opzione per amplificare la visibilità del parcheggio e imporlo agli occhi degli automobilisti come una scelta sicura, valida e affidabile. Farne parte non è solo dotarsi di un “bollino di qualità”, visto che il network conta 500 strutture fra le più qualificate del Paese, ma anche ottimizzare la gestione degli spazi disponibili e, soprattutto, assicurarsi un flusso di clientela costante e certa, grazie alla comoda opzione di prenotazione e pagamento online anticipato a tariffe vantaggiose.

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